Porque El Fin de la historia estaba fundamentalmente equivocado
Si reorientamos nuestra perspectiva desde la política y la economía contemporáneas hacia temas más filosóficos, veremos que existen desarrollos que se perciben a simple vista sobre el final del siglo XX y que podrían acabar definitivamente con la historia humana, pero no de la manera que yo sugería en El fin de la Historia y el último hombre. Allí yo argumentaba que la direccionadidad y el carácter progresivo de la historia humana había sido impulsado por el despliegue de la moderna ciencia natural. La energía del vapor, los ferrocarriles y la producción maquiníca crearon la Era Industrial e hicieron posible la aparición del estado centralizado, burocrático y racional de Max Weber, del cual la Unión Soviética ha sido un ejemplo extremo. Por otra parte, el pasaje de una sociedad industrial a una postindustrial estableció un conjunto muy diferente de condiciones económicas, en el cual las manufacturas dan lugar a los servicios, los requisitos educativos se elevan sustancialmente, la inteligencia relega la producción material a un segundo piano, la tecnología y la innovación tecnológica lo penetran todo, y la complejidad de la vida económica aumenta en forma exponencial. +
1. Liberal o comunitari
Sinistra e destra, due nature morte separate dalla loro pianta d’origine. I bipolarismi in campo sono logorati sul piano teorico e pratico: anche quelli tra laburisti e conservatori, tra progressisti e moderati, tra liberaldemocratici e socialdemocratici. Si è assottigliato il terreno su cui esprimere ed esercitare le differenze, con la tendenza a ridurre la banda di oscillazione delle opzioni in un ambito sempre più ristretto e sempre più pragmatico e occasionale. L’identità è decisa dalla collocazione e non più viceversa. Trovarsi al governo o all’opposizione decide molto più che definirsi conservatori o progressisti. +
italiano | | Alasdair MacIntyre, Amitai Etzioni, Charles Taylor, Ernst Nolte, Friedrich Nietzsche, John Rawls, Karl Marx, Louis Dumont, Marcello Veneziani, Michael Walzer, Mimi Bick, Nicola Matteucci, Robert Nozick, Ronald Dworkin, Will Kymlicka
Agli occhi di coloro che credono di poter valutare l’attività e gli scritti di Maurice Blanchot, come pure di altri, sul modello della democrazia liberale, una parte o tutta l’opera di questo pensatore meriterebbe di essere messa al bando o difesa. Fra coloro, invece, che hanno accolto i suoi scritti come opere di critica, di letteratura e di fenomenologia, le accuse che gli vengono rivolte appaiono sorprendenti: perché mai, ci si chiede, il giornalismo politico di Blanchot durante la guerra e nel periodo fra le due guerre metterebbe in discussione i contributi del dopoguerra? +
italiano | | Alasdair MacIntyre, Boris Souvarine, Georges Bataille, Jacques Derrida, Jean-Luc Nancy, Lars Iyer, Linda Singer, Martin Heidegger, Maurice Blanchot, Mustapha Tlili, René Char