/ Georges Bataille

A Maurice Blanchot
Jacques Derrida

Desde hace algunos días y algunas noches, me pregunto en vano de dónde sacaré fuerzas para hablar aquí, ahora.

Me gustaría pensar, y espero poder seguir pensándolo todavía, que esas fuerzas, que de otro modo no tendría, me vienen del propio .

¿Y cómo no estremecerse en el momento de pronunciar aquí mismo, en este mismo instante, este nombre, ? +

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Teoría del complot
Ricardo Piglia

Quisiera plantear algunas hipótesis sobre las formas del complot, sobre las intrigas y los grupos que se constituyen para planificar acciones paralelas y sociedades alternativas.

En principio, el complot supone una conjura y es ilegal porque es secreto; su amenaza implícita no debe atribuirse a la simple peligrosidad de sus métodos sino al carácter clandestino de su organización. Como política, postula la secta, la infiltración, la invisibilidad. +

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La conjura sacra (1936)
Georges Bataille

El que ara començem no ha de ser confós amb cap altre cosa, no pot esser limitat a l’expresió d’un pensament, i encara menys al que justament és considerat com art. És necessari produir i menjar: moltes coses son necesàries i no per això son quelcom, i el mateix succeeix amb l’agitació política.
¿Qui sommia, abans d’haber lluitat fins al final, amb deixar el lloc a homes que és impossible contemplar sense experimentar la necessitat de destruir-los? Però si res pogués trobar-se més enllà de l’activitat política, l’avidesa humana només s’enfrontaria al buit. +

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La ‘ritirata’ del politico
Philippe Lacoue-Labarthe e Jean Luc Nancy

La ‘ritirata’ del politico

Se oggi abbiamo chiesto di parlare, non è per fornire una valutazione accademica o un rapporto finale sul lavoro del Centro nel corso dell’ultimo anno; tanto meno si tratta di ‘riprendere le cose in mano’ e di ridisegnare i contorni di un’ortodossia. No; abbiamo chiesto di parlare semplicemente per rilevare la nostra posizione e il nostro orientamento, per capire dove ci troviamo riguardo alle questioni che erano, e restano, all’origine del Centro. Ci riferiamo, ovviamente, alle nostre questioni – quelle del Discorso di apertura – ma soltanto a condizione di fondere o includere in esse la maniera in cui sono state, a loro volta, fatte oggetto di discussione, oltre che alle nuove questioni cui hanno dato origine. Non vi è alcuna ortodossia in questo, tuttavia esiste una problematica reale, anche se è una problematica che investe il processo di formazione, che ricerca se stessa. Ed è su questo che oggi desideriamo tornare. +

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La nostra responsabilità: il comunismo di Blanchot
Lars Lyer

Agli occhi di coloro che credono di poter valutare l’attività e gli scritti di Maurice Blanchot, come pure di altri, sul modello della democrazia liberale, una parte o tutta l’opera di questo pensatore meriterebbe di essere messa al bando o difesa. Fra coloro, invece, che hanno accolto i suoi scritti come opere di critica, di letteratura e di fenomenologia, le accuse che gli vengono rivolte appaiono sorprendenti: perché mai, ci si chiede, il giornalismo politico di Blanchot durante la guerra e nel periodo fra le due guerre metterebbe in discussione i contributi del dopoguerra? +

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